vita

1989 - 2010

Riposa in pace, piccola Minu, sotto quel rosmarino dove ti piaceva, d'estate, stare a sonnecchiare. Riposa in pace, sotto il tuo rosmarino, e grazie per tutto quello che ci hai dato.

Minu

Minu

Minu

Minu

Minu

Finalmente sulla Nordkette

Dopo quasi nove mesi qui a Innsbruck, oggi finalmente sono stato sulla Nordkette, la catena montuosa immediatamente a nord della città. Non abbiamo raggiunto Seegrube (dove arriva il primo troncone della funivia, a 1900 metri) per via della neve; siamo comunque andati oltre i 1500 m partendo dai 600 m scarsi di Innsbruck, per un cammino di circa 25 km. Comunque, una bella camminata... :-)

Nordkette

Nordkette

Nordkette

(Altre foto sono disponibili qui, grazie a Srdjan)

Chilometri

Poco più di un mese fa ho cominciato a tenere traccia delle distanze che percorro a piedi (su suggerimento di un amico che fa lo stesso), con l'aiuto del GPS sul cellulare e di Google Maps. L'ho fatto più che altro per tenere traccia di quando vado a correre (oddìo, probabilmente correre è una parola grossa...), ma già che c'ero ho incluso anche le camminate. Ebbene, oggi vedo che in questo mese (febbraio, che finisce oggi), il totale ammonta a circa 210 chilometri, di cui circa 70 di corsa. Considerato che non ho fatto nulla di straordinario in questo periodo, sinceramente è molto di più di quello che mi sarei immaginato. Non che mi dispiaccia, ovviamente.

Immobile

Sono in Italia, tornato a Lodi ieri sera per qualche giorno, dopo ormai alcuni mesi di assenza. Sul volo da Francoforte a Linate, leggendo il Corriere, mi sono imbattuto in un articoletto dove Beppe Severgnini, parlando degli italiani all'estero, dice:

Confesso d'aver sviluppato, nel tempo, una certa ammirazione per questi connazionali che hanno saputo mettersi in gioco. Non occorre occuparsi di crimini contro l'umanità; e l'espatrio, in sé, non è un eroismo: con una laurea in legge, è forse più dura salire le scale di un tribunale di provincia, e mettersi in attesa in un corridoio. Ma partire, spesso, aiuta a capire cos'abbiamo dentro. Un mattino bisogna chiuder la valigia e andare in aeroporto; rinunciando al cappuccino nel bar sotto casa, ed è vita anche quella.

Non sono tutti Conrad, gli Italians che incontro nel mondo. Ma in faccia, quasi sempre, gli leggo l'ansia sconfitta e l'eccitazione della vita diversa. L'Italia è bella, ma immobile. Sembra di vivere sempre lo stesso giorno, come Bill Murray in "Ricomincio da capo" (Groundhog Day). Lo scandalo sessuale, il ministro inquieto, il magistrato accusato, il Cavaliere in diretta telefonica, il Pd che cerca un'anima e un leader: da 15 anni, siamo sempre lì. Intanto il mondo corre, e qualcuno – età giusta, spirito adatto – decide di saltare a bordo.

Appena sceso dall'aereo, a Linate trovo bagni malmessi e maleodoranti, e i soliti tassisti (abusivi?) che tentano di accalappiarti all'uscita. No, non sentivo proprio nessuna nostalgia dell'Italia. E ormai, da fuori, non mi arrabbio più. E penso sia un bene, alla fin fine.

Ponte sull'Eno (aka Innsbruck)

Ebbene, da ormai un mesetto a questa parte mi sono trasferito in Austria, e precisamente a Innsbruck, in Tirolo. E dato che il nome "Innsbruck", che deriva da "Inn" (il fiume Eno, che attraversa la città) e Brücke (ponte), in italiano si tradurrebbe "Ponte sull'Eno", la chiamerò anche così (no, per il momento non ho per niente la sindrome da espatriato a cui manca l'Italia, è solo che mi piace). Sono venuto qui per motivi professionali: ora lavoro come ricercatore presso il Semantic Technology Institute (STI) dell'Università di Innsbruck.

Il primo impatto con la città è decisamente positivo: Innsbruck è sufficientemente grande (120.000 abitanti) da offrire più o meno tutto, ma anche sufficientemente piccola da permettere di "respirare". Non sono mai stato un amante della montagna (e non penso che lo diventerò), ma devo ammettere che la Nordkette sullo sfondo fa la sua figura (e lì resta, per quanto mi riguarda). C'è un'ottima rete di mezzi pubblici (pure gli autobus notturni!), piste ciclabili, tutti sono molto gentili e parlano inglese (alcuni anche italiano... e io per ora non ho ahimè imparato una parola di tedesco). L'unica cosa non bellissima finora è stato il tempo... ma quanto piove!

Innsbruck - Herzog-Friedrich Strasse

Innsbruck - fiume Eno

(Altre foto sono disponibili qui)

Goodbye CEFRIEL

Ieri è stato il mio ultimo giorno di lavoro al CEFRIEL. Ci ero arrivato a metà settembre 2000, da tesista, e poi ho iniziato a lavorarci a ottobre 2001, due settimane prima di laurearmi. In totale, fanno quasi nove anni, che ora mi sembrano un'eternità. Molte cose sono cambiate in questi anni, e un periodo così lungo non può che essere significativo, nel bene e nel male. Ora mi prendo un mese di pausa, prima di iniziare una nuova avventura che è di vita prima che di lavoro... e che mi porterà a ingrossare le file degli italiani all'estero.

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