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Scritto da Davide, 11 giugno 2007 - 23:44
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Segnalo l'iniziativa "Liberalizzazione nel campo del Software per Personal Computer" del prof. Renzo Davoli. Si tratta di una proposta, indirizzata al ministro Bersani, volta a permettere ai cittadini di scegliere liberamente il sistema operativo da installare sul proprio PC, senza essere costretti a pagare la licenza d'uso di un sistema operativo (ed eventuale altro software) preinstallato che non si desidera utilizzare. In sostanza: separare il prezzo dell'hardware da quello del software, consentendo di acquistare il solo hardware. È possibile sostenere la proposta firmando la relativa petizione.
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Scritto da Davide, 3 maggio 2007 - 22:49
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Dal palco del concerto del 1° maggio uno dei conduttori, tale Andrea Rivera (che io personalmente non avevo mai sentito nominare), ha pronunciato qualche battuta contro il Papa e la Chiesa. Si può essere d'accordo oppure no, si può pensare che fossero uscite fuori luogo, si può pensare che il personaggio fosse in cerca di pubblicità.
L'episodio non meriterebbe particolare attenzione, se non fosse che l'Osservatore Romano in proposito ha commentato:
È terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell'amore, l'amore per la vita e l'amore per l'uomo. È vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile. Ed usando argomenti risibili, manifestando la solita sconcertante ignoranza sui temi nei quali si pretende di intervenire pur facendo tutt'altro mestiere.
Io trovo queste parole veramente disgustose, e penso che Oltretevere qualcuno si dovrebbe vergognare. Il terrorismo, quello vero, ha provocato e continua a provocare migliaia di morti innocenti. Un comico che critica la Chiesa dal palco di un concerto non può essere messo sullo stesso piano, non può essere definito "terrorista" solo perché critica il Papa.
Ma a parte l'assurdo uso della parola terrorismo, io non ne posso veramente più della continua e arrogante interferenza del Vaticano sulle questioni politiche e sociali del nostro Paese, e soprattutto dell'atteggiamento con cui viene esercitata. La Chiesa vuole dire la sua? Va bene, siamo uno Stato democratico e ciascuno ne ha il diritto, ma in questo modo la Chiesa fa politica e allora ne deve accettare le regole: così come posso criticare o fare satira su Prodi e Berlusconi, su D'Alema e Fini, sul Partito Democratico e Forza Italia, allo stesso modo rivendico il diritto di criticare e fare satira sul Papa e sulla Chiesa. Se è possibile fischiare in piazza il Presidente della Repubblica, deve essere possibile fischiare anche il Papa: libero fischio in libero Stato. E invece no, attaccare la Chiesa è terrorismo, perché la Chiesa "parla sempre in nome dell'amore" (questa a me fa venire in mente solo l'orwelliano Ministero dell'Amore, ma tant'è). La Chiesa parla, critica, alza i toni dello scontro, ma ovviamente pretende di avere sempre ragione e quindi di non poter essere a sua volta criticata, e chi osa attaccarla è un terrorista. Non ritengo questa una posizione accettabile, e nemmeno civile, in uno Stato democratico, laico, e dove per nostra fortuna vigono la libertà di parola e di pensiero. Forse qualcuno ha nostalgia della teocrazia, e del Papa Re.
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Scritto da Davide, 21 febbraio 2007 - 23:29
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E così un paio di "dissidenti" di quella particina della sinistra che sa solo fare a gara a chi ce l'ha più duro e puro hanno fatto cadere il governo. Ma questi due che cosa pensano? Qualunque cosa accada ora, di certo non avremo un nuovo governo più a sinistra del precedente. Nella peggiore delle ipotesi, ci ribecchiamo Berlusconi o chi per lui. E quindi, sono contenti? Sospetto di sì, perché quella sedicente sinistra che si guarda l'ombelico a quel punto potrà levare alta la sua bandiera di purezza, niente casi di coscienza, non è il loro governo, non è colpa loro. Molto meglio starsene nel proprio angolino (magari fondando il proprio partitino unipersonale, perché gli altri non sono abbastanza duri e puri, e non è il caso di mischiarcisi) e strillare quanto è brutto il mondo, anziché confrontarsi con la realtà e cercare di fare il possibile per migliorarla. Il possibile, che vuol dire ingoiare anche qualche rospo. No, molto meglio fare i duri, puri e immacolati a oltranza. Di sicuro è più facile.
Qualunque cosa accada ora, non penso ne possa risultare un cambiamento in meglio. I miei complimenti. Spero che i responsabili si vergognino, ma immagino che non lo faranno neanche un po'.
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Scritto da Davide, 29 gennaio 2007 - 0:53
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Vedo da una cartina pubblicata oggi dal Corriere della Sera che l'Italia è, insieme con l'Irlanda, l'unico paese dell'Europa occidentale a non prevedere alcun riconoscimento giuridico e alcuna tutela per le unioni di fatto. Mi domando: ma i (purtroppo tanti) politici e religiosi nostrani che strillano contro i PACS che cosa pensano? Che l'Europa sia tutta Sodoma e Gomorra? Ma poi, indipendentemente dal resto d'Europa... se la Chiesa cattolica è contro le unioni civili può benissimo indicare ai suoi fedeli di non avvalersene e attenersi al solo matrimonio, ma perché pretende di imporre questa opinione a tutti? Tra poco chiederanno l'abolizione del divorzio? E il divieto di servire carne nei ristoranti il venerdì?
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Scritto da Davide, 11 settembre 2006 - 23:07
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Those who would give up essential liberty to purchase a little temporary safety, deserve neither liberty nor safety.
— Benjamin Franklin
Nell'anniversario dell'11 settembre, penso valga la pena di ricordarlo.
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Scritto da Davide, 26 agosto 2006 - 16:23
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Parlando alla platea ciellina di Rimini, Berlusconi ieri ha dichiarato: "secondo noi l'Italia deve essere cattolica e degli italiani". L'Italia deve essere cattolica? E tutti gli italiani (e non parlo degli immigrati) che non si riconoscono nella Chiesa Cattolica? Penso si tratti di una percentuale significativa, no? Ah, già, ma sono tutti comunisti, e mangiano i bambini.
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Scritto da Davide, 24 agosto 2006 - 19:31
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Qualche giorno fa ho letto che Berlusconi ha annunciato per l'autunno "un profondo restyling di Forza Italia". Pensavo che nei partiti si facessero congressi per decidere la linea politica, votando diverse mozioni e/o diversi candidati alla segreteria/presidenza. Ma già, Forza Italia non è un partito. Forza Italia è un brand di Berlusconi, e se il brand è un po' appannato si prova a fare un restyling.
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Scritto da Davide, 11 giugno 2006 - 15:19
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Con la nomina venerdì di tre nuovi sottosegretari, l'attuale governo Prodi conquista il non ambitissimo primato di governo più numeroso della storia repubblicana: contando infatti 102 tra ministri, viceministri e sottosegretari supera il precedente record di 101 detenuto da Andreotti. Immagino che il motivo reale della proliferazione di poltrone (tra ministeri scorporati e sottosegretari) sia la necessità di soddisfare le esigenze di visibilità e gli appetiti di partiti, partitini, correnti e spifferi vari. Ma non è certo un segnale incoraggiante.
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Scritto da Davide, 12 aprile 2006 - 0:26
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Alla fine, seppure di pochissimo, abbiamo vinto, e avremo un governo di centrosinistra. Non mi azzardo a fare previsioni su quanto durerà, anche se mi auguro che possa lavorare per cinque anni e realizzare il programma per il quale il centrosinistra è stato votato.
Quello che comunque mi sconvolge di questi risultati è che, dopo questi cinque anni, mezza Italia ha votato ancora per Berlusconi. Evidentemente c'è mezza Italia a cui non importa nulla del conflitto di interessi e che pensa solo al proprio tornaconto personale (non come noi coglioni che proviamo a guardare un po' più in là). Evidentemente c'è mezza Italia che non prova vergogna quando il Presidente del Consiglio si dedica all'avanspettacolo in occasioni ufficiali, magari internazionali. Evidentemente c'è mezza Italia che quando sente dichiarazioni come "la sinistra vuole rendere uguali il figlio del professionista e il figlio dell'operaio" apprezza il fatto che qualcuno abbia il coraggio di dire cose come questa, cose che quella mezza Italia probabilmente pensa ma magari si vergogna a dichiarare apertamente (e se la nostra Costituzione, all'articolo 3, dice che "è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese", beh, chi se ne frega). E non si tratta di poche persone, ma di mezza Italia. E io con quella mezza Italia sento di non voler avere nulla a che fare, a me quelli che pensano che il figlio dell'operaio non debba avere gli stessi diritti e opportunità del figlio del professionista fanno orrore. E il pensare che costoro siano la metà dei miei concittadini è davvero deprimente, e mi provoca enormi perplessità sul futuro di questo Paese.
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Scritto da Davide, 4 aprile 2006 - 23:00
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Berlusconi ha dichiarato oggi di essere sicuro che sarà di nuovo lui a vincere le elezioni con questa motivazione: «Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro i propri interessi». Trovo significativo il richiamo ai propri interessi, evidentemente tipico del suo elettorato, e sintomatico di una concezione della politica come difesa del proprio interesse particolare, e non dell'interesse della collettività. Da questo punto di vista, come persona di sinistra, posso anche essere orgoglioso di farmi dare del coglione da Berlusconi, con il quale non condivido assolutamente nulla. Vorrei una politica che cerchi di riequilibrare gli squilibri e le ingiustizie, non una politica che premi il più furbo, quello che ha saputo manovrare meglio per la difesa dei propri interessi personali. Se questo vuol dire essere un coglione, allora sono un coglione.
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