informatica

Quando idee nuove non trovano spazio...

...può essere perché, in fondo, non ce n'è poi così bisogno. Un'idea nuova può essere buona e migliore dell'esistente che andrebbe a rimpiazzare, ma se l'esistente è molto consolidato il miglioramento può dover essere epocale o quasi perché l'idea possa avere successo. Credo che nella ricerca questo problema capiti spesso.

The most dangerous enemy of a better solution is an existing codebase that is just good enough.

— Eric S. Raymond

Ah, le licenze...

xkcd - Faust 2.0

(da xkcd)

Cose che capitano...

...da ubriachi (da xkcd).

xkcd - responsible behaviour

Il computer è mio e lo gestisco io

Segnalo l'iniziativa "Liberalizzazione nel campo del Software per Personal Computer" del prof. Renzo Davoli. Si tratta di una proposta, indirizzata al ministro Bersani, volta a permettere ai cittadini di scegliere liberamente il sistema operativo da installare sul proprio PC, senza essere costretti a pagare la licenza d'uso di un sistema operativo (ed eventuale altro software) preinstallato che non si desidera utilizzare. In sostanza: separare il prezzo dell'hardware da quello del software, consentendo di acquistare il solo hardware. È possibile sostenere la proposta firmando la relativa petizione.

I numeri casuali

Temo che, in alcuni casi, non sia poi così lontano dalla realtà...

Generazione di numeri casuali

(da xkcd).

Chi è un hacker?

Il termine hacker è legato al mondo dei computer e delle reti, tanto che compare addirittura nel glossario dei termini di Internet (RFC 1983 - Internet Users' Glossary) con questa definizione:

hacker: A person who delights in having an intimate understanding of the internal workings of a system, computers and computer networks in particular. The term is often misused in a pejorative context, where "cracker" would be the correct term.

Computer e reti sono citati espressamente, ma "in particolare" e non in via esclusiva. Bruce Schneier si spinge più in là, e dà una definizione più ampia e totalmente slegata da quel campo specifico:

A hacker is someone who thinks outside the box. It's someone who discards conventional wisdom, and does something else instead. It's someone who looks at the edge and wonders what's beyond. It's someone who sees a set of rules and wonders what happens if you don't follow them. A hacker is someone who experiments with the limitations of systems for intellectual curiosity.

È forse una definizione un po' provocatoria (come dice lo stesso Schneier nell'articolo dedicato all'argomento, che consiglio di leggere, Galileo era un hacker!), ma credo colga il punto: non si tratta solo di abilità tecnica, ma soprattutto di forma mentis. Consiglio anche un'altra lettura: L'etica hacker e lo spirito dell'età dell'informazione, di Pekka Himanen, pubblicato in Italia da Feltrinelli.

Di chi è il tuo computer?

Bruce Schneier se lo domanda in un articolo. Considerando DRM, Trusted Computing, e in generale una certa crescente tendenza a rifilare all'utente degli oggetti (hardware e software) che tendono a comportarsi a vantaggio di chi li ha prodotti anziché a vantaggio di chi li ha acquistati, la domanda è quantomai opportuna.

Dove portano queste spinte?

If left to grow, these external control systems will fundamentally change your relationship with your computer. They will make your computer much less useful by letting corporations limit what you can do with it. They will make your computer much less reliable because you will no longer have control of what is running on your machine, what it does, and how the various software components interact. At the extreme, they will transform your computer into a glorified boob tube.

Il computer ridotto a un televisore vestito a festa, che è un bel modo per uccidere gli spazi di libertà creati dalla Rete e anzi ribaltare il tutto in un nuovo e potente strumento di controllo (il computer ridotto a tostapane non avrebbe questo vantaggio). Che fare allora? Il suggerimento di Schneier è questo:

You can fight back against this trend by only using software that respects your boundaries. Boycott companies that don't honestly serve their customers, that don't disclose their alliances, that treat users like marketing assets. Use open-source software -- software created and owned by users, with no hidden agendas, no secret alliances and no back-room marketing deals.

Non posso che sottoscrivere.

Standard e formati aperti

Il prof. Fuggetta ed io abbiamo scritto un paper dal titolo Open Standards, Open Formats, and Open Source. Si tratta di una bozza: commenti e osservazioni sono benvenuti (magari sul blog di Alfonso, in modo da non disperderli).

Sfuggire al Trusted Computing?

Oggi su Punto Informatico c'è un articolo di Alessandro Bottoni su come poter sfuggire alla preoccupante minaccia del Trusted Computing. La conclusione, abbastanza inevitabile, è che

l'unico vero modo per sottrarsi ai nefasti effetti del TC è quello di renderlo illegale o, più esattamente, di regolarne l'uso per legge.

Il che è perfettamente in linea con il fatto che le leggi dovrebbero servire a difendere i più deboli (in questo caso i consumatori/utenti), dato che i più forti hanno altri mezzi per far valere i propri interessi. Peccato che, come conclude lo stesso autore, ottenere una regolamentazione per legge dei possibili usi del Trusted Computing potrebbe non essere per niente semplice da un punto di vista politico.

Fantasmi del (recente) passato

Leggo su Slashdot che Symantec si rifiuta di vendere uno strumento di password cracking a clienti al di fuori di Stati Uniti e Canada, adducendo come motivazione alcune restrizioni imposte dal governo USA. Torna l'epoca oscura (passata da poco, invero) in cui il software crittografico non poteva varcare i confini degli Stati Uniti? Ma che senso ha? Eventuali malintenzionati possono con tutta probabilità procurarsi ciò che interessa loro tramite canali meno ufficiali (stiamo parlando di software...), e i produttori USA con queste norme si perdono una fetta di mercato (non è che in Europa manchi la conoscenza per sviluppare prodotti del genere)... mah.

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