La censura cinese e le aziende occidentali

Che il regime cinese censuri qualunque informazione "scomoda", e che per questo motivo molti siti web non siano visibili in Cina, è cosa nota. La censura politica è una pratica assolutamente esecrabile, ma comunemente esercitata dai regimi di qualunque colore, per cui c'è poco da stupirsi. Ciò che mi indigna quindi non è tanto il fatto che il governo cinese censuri Wikipedia, quanto il fatto che le aziende occidentali (quindi noi) siano pronte a dare manforte alla censura pur di non perdere la possibilità di operare in Cina e quindi il mercato cinese. È il caso di Google, che per la sua versione cinese ha deciso di eliminare dai risultati informazioni sgradite al regime, ma è anche il caso di Yahoo! o Microsoft, citate a questo proposito nell'articolo di Federico Rampini a cui mi riferivo prima. Quindi, quando si tratta di soldi, i famosi valori dell'Occidente in tema di libertà e democrazia passano in secondo piano. Non dovevamo esportare democrazia? Oppure rischiamo di importare censura?

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Articolo di Punto Informatico

Su questo argomento, c'è un articolo di Massimo Mantellini su Punto Informatico di oggi: Google, verdure e bambù.