1984 prossimo venturo?

Qualche settimana fa, leggendo su Punto Informatico l'articolo di Marco Calamari Punta su Cassandra Crossing il treno TCPA/Palladium pensavo: immagine efficace, forse un po' troppo allarmistico, ma sostanzialmente niente di nuovo per quelli (pochi) che hanno già sentito parlare dell'argomento. Non so se è un caso, ma dopo aver letto notizie come (giusto per citarne qualcuna) Flag antipirateria: è necessario, Windows Vista, e se il monitor non funziona? e L'Europa lucchetterà la Tv? mi domando se non stiano effettivamente per "saldare i finestrini"...

Il cosiddetto "trusted computing" viene "venduto" come la soluzione finale al problema di virus e affini, purtroppo è però qualcosa di potenzialmente molto pericoloso per l'impatto che può avere sulle libertà digitali (e non solo digitali). Un po' come dicevo in un altro post citando il professor Rodotà: uno stato autoritario può garantire la sicurezza quotidiana dei cittadini meglio di una democrazia, ma il prezzo che si deve pagare per questo, cioè la libertà, è intollerabile. Fare in modo che programmi non "approvati" non possano essere eseguiti può risolvere alcuni problemi di sicurezza, ma se a doverli approvare è qualche entità non ben identificata a cui dovrei delegare il diritto di decidere quale software posso utilizzare sul mio PC, allora la cosa diventa inacettabile.

Purtroppo questi temi sono pressoché incomunicabili all'utente comune, che quindi non si rende conto dei rischi a cui va incontro. Anche perché in molti casi si tratta di ambiti "nuovi", per cui è più facile che ci si ponga in maniera meno critica: se ti tolgo libertà consolidate a proposito dell'uso che puoi fare di un libro che hai regolarmente acquistato (ad esempio ti vieto di prestarlo ad un amico) la cosa ti suona male, se però faccio la stessa cosa a proposito di un e-book, che è percepito come un oggetto "nuovo", questa sensazione è molto più debole ed è più facile che la cosa venga accettata senza troppe resistenze. Penso che l'unica cosa da fare sia parlarne, ma oltre alla difficoltà intrinseca dell'argomento ci si scontra con la forza della lobby che c'è dall'altra parte... A volte comincio a sentirmi come uno degli "uomini libro" di Fahrenheit 451...

A parte le classiche FAQ di Ross Anderson sull'argomento, consiglio la visione di un piccolo filmato, molto ben fatto: Trusted Computing - An animated short, di cui esiste anche una versione doppiata in italiano a cura del gruppo no1984.org (gruppo a cui rimando per approfondimenti sul tema).