Hot spot e carta di identità

Leggo su Punto Informatico che, in base al decreto Pisanu, per accedere ad un hot spot Wi-Fi bisognerà fornire (e farsi fotocopiare) la carta di identità. A parte i problemi di "gestione" che questo comporta (il gestore che deve chiedere a tutti i clienti il documento, fotocopiarlo e archiviarlo - e qui bisognerebbe porsi il problema della sicurezza di questo archivio di dati personali) mi domando: stiamo diventando uno stato di polizia? Misure come questa diminuiscono forse di un epsilon il rischio di attacchi terroristici e simili? Ho forti dubbi in proposito ma, se anche fosse, a che prezzo per la libertà del comune cittadino? A quando l'obbligo di fornire l'impronta digitale per chiamare da un telefono pubblico, o per imbucare una lettera?

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Articolo su Interlex

A proposito del decreto Pisanu, e del difficile equilibrio tra libertà e "sicurezza" (virgolette d'obbligo...) segnalo l'articolo di Manlio Cammarata su Interlex. "Le attività di cui stiamo parlando costituiscono il motore stesso della società dell'informazione: fornitura e acquisizione di servizi per via telematica, scambio di corrispondenza, ricerca di informazioni. Sottoporre queste attività ad una 'autorizzazione di polizia' è intollerabile in una società che si dice libera e democratica". Condivido in pieno.